Costo del Petrolio alle stelle? Usiamo la macchina ad Aria Compressa
Correva l’anno 2001 quando al motor show di Bologna Guy Negre, Ingegnere progettista della Williams, presentava la prima autovettura con motore ad aria compressa.
L’auto era costruita interamente in alluminio tubolare, fibra di canapa
e resina, leggerissima ed ultraresistente. Le sue prestazioni erano più che interessanti con la possobilità di fare 100 Km con meno di un euro, e
poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e funzionare per più di 10 ore
consecutive nell’uso urbano.
Il suo impianto di condizionamente veniva sfruttato grazie all’ aria(-20°) che fuoriusciva dallo scarico.
Non essendoci camera di scoppio né sollecitazioni termiche o meccaniche la
manutenzione era praticamente nulla, paragonabile a quella di una
bicicletta.
Ma che fine a fatto questa macchina ecologica ed economica?
La produzione della eolo,cosi si chiamava, doveva partire gia nel 2002, ma per motivi sconosciuti la produzione della autovetture, grazie ai suoi 90 dipendenti, non e’ mai partita.
Il progettista ma non mai proferito parola, rimandando sempre la produzione all’anno successivo.
I più maligni parlano di un boicottaggio di questa produzione visto che nessuno avrebbe più comprato un’auto tradizionale che oltre ad inquinare ha un costo crescente.
In più di qualche ARTICOLO si parla dell’impossibilità di attuare il progetto Eolo.
Ma a distanza di qualche anno finalmente si risente parlare di produzione di auto ad aria compressa.
Cosi nel Febbraio del 2007 fa notizia un accordo tra MDI, detentore del Brevetto, e la TATA Motors, industria di Automobili Indiana.
Sul sito della MDI ancora oggi presenta solo prototipi di autovetture ma nessuna produzione.
Leggendo un articolo in rete sembra che la TATA abbia iniziato la produzione di autovetture ad aria compressa con commercializzazione a settembre del 2008.
Aspettiamo allora la fine dell’estate per sapere chi ha ragione e chi torto nella produzione di questa auto ad aria compressa.
Nel frattempo iniziamo ad usare veicoli elettrici il più possibile.
Marco Ceccarelli
non ci sono commenti
Rispondi


